Cari amici, oggi voglio proporvi questo bellissimo articolo realizzato nell'ambito del contest Turboblogging.
“Sveglia presto al mattino, una brioche, mangiata con una mano che
sbuca da un maglione appena indossato e via, di corsa verso la stazione a
prendere il treno che mi porterà a Bologna! Ah, Bologna! Piazza
Maggiore, Lucio Dalla, i tortellini…no. Niente di tutto ciò mi porta
oggi a raggiungere questa città, sto per recarmi in un posto per me
davvero nuovo e mai visto prima, un centro di ricerca.
Arrivo io, cappottino viola e pc alla mano, di fronte a questo enorme
stabile mi sento ancora più piccina, ma quando entro dentro tutti i
miei timori vengono spazzati via dalla gentilezza e dalla cortesia del
personale. Sono qui per imparare a conoscere questo nuovo mondo, da me
ancora inesplorato, in cui lavorano giovani ricercatori accompagnati da
altrettante figure professionali di tutto rispetto. Salgono sulla
cattedra a parlarci del loro lavoro ingegneri, fisici, chimici, ci
spiegano cosa avviene all’interno di questo stabile con una naturalezza e
una facile comprensione che per un attimo mi sento anch’io un piccolo
chimico.
Ci presentano ASTER, il consorzio
tra la Regione Emilia-Romagna, le Università, gli Enti di ricerca
nazionali operanti sul territorio, l'Unione regionale delle Camere di
Commercio e le Associazioni imprenditoriali regionali, nato con lo scopo
di promuovere e coordinare azioni per lo sviluppo del sistema
produttivo regionale verso la ricerca industriale e strategica. E’ la
prima azienda di innovazione a livello territoriale che sostiene,
coordina e valorizza la ricerca e il trasferimento tecnologico nel
territorio ; per far ciò è organizzata in sei piattaforme,
agroalimentare, costruzioni, energia ambiente, ict e design, meccanica
materiali e scienze della vita, ognuna delle quali rappresenta un vero e
proprio punto di riferimento per tutte quelle aziende e piccole e medie
imprese che guardano al futuro con lo sguardo giusto.
Le piattaforme nascono con l’esigenza di soddisfare i fabbisogni di
sviluppo e innovazione delle imprese, sviluppare strategie di crescita e
competitività, definire obiettivi di ricerca e sviluppo tecnologico e
attivare un’azione di informazione e formazione verso le imprese del
territorio.
C’è la piattaforma agroalimentare che si occupa della qualità e della
sicurezza delle materie prime, degli aspetti salutistici, alimenti
funzionali e valorizzazione dei prodotti tipici ; la piattaforma
costruzioni che si occupa principalmente dell’innovazione nel settore
delle costruzioni in un’ottica di risparmio energetico e di
sostenibilità ambientale. La piattaforma energia ambiente ha l’obiettivo
di realizzare metodi innovativi per il controllo della qualità
ambientale, mentre la piattaforma ict e design promuove l’adozione della
tecnologia anche nell’ambito dell’informazione e della comunicazione,
per rispondere al meglio alle necessità delle persone. Poi c’è la
piattaforma meccanica materiali che si rivolge a tutte quelle imprese
che hanno problematiche di ricerca industriale, in vista di un
miglioramento dell’efficienza e della produttività, e infine c’è la
piattaforma scienze della vita che ha l’obiettivo di trasferire i
risultati della ricerca scientifica avanzata verso una medicina
personalizzata.
Tutto questo avviene ad Aster, dove ci sono 1600 impiegati, 500
ricercatori e 78 laboratori di ricerca che collaborano con la Rete Alta
Tecnologia. Questi non sono solo numeri, queste sono persone che
lavorano e si impegnano ad un progetto di ricerca che riguarda anche
noi. E’ proprio così, la ricerca è la nostra vita quotidiana, la
ritroviamo in tutto quello che facciamo. Oggi per strada, negli uffici,
persino quando si va a fare la spesa c’è gente distratta dall’ultimo
modello di tablet o smartphone che sta in un palmo di mano. Questa è
tecnologia, ma anche ricerca. Come dimenticare la famosissima serie
televisiva Star Trek, che ha avuto inizio nel lontano 1966, ma che
ancora oggi rimane uno dei più grandi successi cinematografici. Se vi
ricordate bene, i personaggi e tutta la storia del telefilm, erano
proiettati verso il futuro, c’erano navicelle, monitor, razzi, il tutto
controllato da un telecomandino portato a mano. Oggi dove siamo arrivati
con la tecnologia? Cosa è cambiato da quel 1966 in cui Gene
Roddenberry, ideatore di Star Trek, aveva immaginato di poter
conquistare e controllare il futuro dal palmo di una mano? Oggi possiamo
farlo davvero!
Quando nacqui io non era esattamente lo stesso periodo di “nascita”
di Star Trek, ma quello delle figurine Panini si, eccome! Chi se le
scorda le corse dall’edicolante più vicino per comprare l’ultimo
pacchetto di figurine rimaste, andavano a ruba! Per noi bambini gli
album Panini non erano solo il divertimento di qualche ora, era un modo
di condividere la propria passione con gli amici, lo scambio delle
figurine, la collezione degli album, sono tra i ricordi più belli che un
ragazzo nato negli anni’80 porta con sé. Oggi, a distanza di tutti
questi anni e con impressi ancora nella mente quei momenti spensierati
di bambina, conosco Luca Panini. Figlio del grande Franco Panini,
fondatore della famosa azienda di figurine, mi racconta come sono
cambiate le cose con l’avvento della tecnologia. L’azienda ha vissuto
sicuramente un momento di crisi quando i bambini erano ormai più
interessati a premere i tasti della playstation piuttosto che a perdere
tempo ad attaccare immagini su di un album. La tecnologia stava
prendendo il sopravvento e un buon imprenditore sa che non bisogna mai
andare controcorrente, era arrivato il momento di considerare la
tecnologia una forza alleata e che andava sfruttata nel miglior modo
possibile. L’azienda cambia rotta e si dirige verso l’editoria,
fondando una nuova casa editrice : la Franco Cosimo Panini Editore.
Nell'ambito dei libri d'arte, il "cuore" della casa editrice, Franco
Cosimo Panini lancia due ambiziosi progetti, entrambi di altissimo
valore scientifico e culturale : da una parte la pubblicazione di
edizioni in facsimile di preziosi codici miniati, iniziata con la
realizzazione della celebre Bibbia di Borso d'Este, dall'altra la
nascita della collana "Mirabilia Italiæ", la più completa ed esauriente
serie di volumi mai realizzata sui principali monumenti del nostro
Paese. Progetti editoriali che valgono alla casa editrice il Premio alla
Cultura per l'anno 2002, conferito dalla Presidenza del Consiglio dei
Ministri.
Successivamente, da un'intuizione della sorella di Luca, Laura, nasce
Comix, un giornale di umorismo e fumetti che lancia personaggi come
Fabio Fazio, Luciana Littizzetto, Fabio De Luigi e Daniele Luttazzi.
L'enorme successo del tabloid porta alla pubblicazione di una collana di
libri umoristici e dell'omonima agenda scolastica.
Nel 1994 incomincia il fortunato sodalizio con Altan, con la
pubblicazione delle storie di uno dei personaggi più amati dai
piccolissimi : la Pimpa, personaggio fumettistico storico, che ha
segnato l’infanzia dei bambini di ieri e di oggi e che diventa il
fumetto del futuro. L’azienda Panini, grazie a questo fumetto e a vari
prodotti dell’editoria per bambini e non, è presente ormai in tutte le
case, in tutti i computer, in tutti i tablet, è nelle mani dei bambini,
il nostro futuro.
Sono tutte storie queste che non rimandano solo il nostro pensiero al
passato, alla nostra infanzia, ma che ci permettono di vedere con i
nostri occhi i cambiamenti che le nostre vite hanno avuto grazie alla
tecnologia e alla ricerca. Ci sembra quasi scontato poter viaggiare in
treno ed avere con noi una marea di libri da leggere che in tutto pesano
solo 330 grammi, ci sembra quasi normale guardare un film mentre siamo
sotto una tenda di campeggio nel cocuzzolo più alto della montagna,
oppure correre sul tapis roulant e nel frattempo controllare tutte le
email e gli appuntamenti della giornata. Assurdo! Questo avrei pensato
un po’ di tempo fa se qualcuno mi avesse detto cosa avrei vissuto in
questi anni! E invece oggi, qui dal CNR dell’Emilia Romagna, dopo aver
visto e sentito storie di persone che lavorano per il nostro progresso,
di giovani ricercatori che impiegano tutte le loro energie per un futuro
migliore, di gente che ci crede nel progetto realizzato da Aster, io
dico si. Avrei sicuramente pensato in un presente come questo e, anzi,
credo fermamente che grazie a tutte queste persone, che lavorano ogni
giorno per noi, possiamo credere in qualcosa di più. Oggi riesco ad
immaginare il mio futuro migliore, perché finalmente ho conosciuto
quella parte di Italia che funziona, che lavora sodo ogni giorno, non
per scopi di lucro ma per portare alta la nostra identità nel mondo e
renderci fieri di essere italiani. Non solo l’Italia del mare, del sole,
degli spaghetti o della pizza, ma l’Italia che vale, l’Italia che c’è,
l’Italia che è ricca di una risorsa inestimabile : i giovani
ricercatori. Io sono giovane, non sono una ricercatrice, sono una
blogger che ha avuto la fortuna di conoscere i protagonisti di Aster e
che oggi, nel suo treno del ritorno, avrà con sé un enorme bagaglio in
più. Quella valigia che sicuramente non svuoterà appena arrivata a casa,
ma che sarà sempre lì, aperta, a ricordarle che il futuro può essere
visto con occhi diversi.”
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