lunedì 29 aprile 2013

#turboblogging - IL CORAGGIO DELL'INNOVAZIONE


Cari amici, oggi voglio proporvi questo bellissimo articolo realizzato nell'ambito del contest Turboblogging.

“Sveglia presto al mattino, una brioche, mangiata con una mano che sbuca da un maglione appena indossato e via, di corsa verso la stazione a prendere il treno che mi porterà a Bologna! Ah, Bologna! Piazza Maggiore, Lucio Dalla, i tortellini…no. Niente di tutto ciò mi porta oggi a raggiungere questa città, sto per recarmi in un posto per me davvero nuovo e mai visto prima, un centro di ricerca.

Arrivo io, cappottino viola e pc alla mano, di fronte a questo enorme stabile mi sento ancora più piccina, ma quando entro dentro tutti i miei timori vengono spazzati via dalla gentilezza e dalla cortesia del personale. Sono qui per imparare a conoscere questo nuovo mondo, da me ancora inesplorato, in cui lavorano giovani ricercatori accompagnati da altrettante figure professionali di tutto rispetto. Salgono sulla cattedra a parlarci del loro lavoro ingegneri, fisici, chimici, ci spiegano cosa avviene all’interno di questo stabile con una naturalezza e una facile comprensione che per un attimo mi sento anch’io un piccolo chimico.

Ci presentano ASTER, il consorzio tra la Regione Emilia-Romagna, le Università, gli Enti di ricerca nazionali operanti sul territorio, l'Unione regionale delle Camere di Commercio e le Associazioni imprenditoriali regionali, nato con lo scopo di promuovere e coordinare azioni per lo sviluppo del sistema produttivo regionale verso la ricerca industriale e strategica. E’ la prima azienda di innovazione a livello territoriale che sostiene, coordina e valorizza la ricerca e il trasferimento tecnologico nel territorio ; per far ciò è organizzata in sei piattaforme, agroalimentare, costruzioni, energia ambiente, ict e design, meccanica materiali e scienze della vita, ognuna delle quali rappresenta un vero e proprio punto di riferimento per tutte quelle aziende e piccole e medie imprese che guardano al futuro con lo sguardo giusto.

Le piattaforme nascono con l’esigenza di  soddisfare i fabbisogni di sviluppo e innovazione delle imprese, sviluppare strategie di crescita e competitività, definire obiettivi di ricerca e sviluppo tecnologico e attivare un’azione di informazione e formazione verso le imprese del territorio.

C’è la piattaforma agroalimentare che si occupa della qualità e della sicurezza delle materie prime, degli aspetti salutistici, alimenti funzionali e valorizzazione dei prodotti tipici ; la piattaforma costruzioni che si occupa principalmente dell’innovazione nel settore delle costruzioni in un’ottica di risparmio energetico e di sostenibilità ambientale. La piattaforma energia ambiente ha l’obiettivo di realizzare metodi innovativi per il controllo della qualità ambientale, mentre la piattaforma ict e design promuove l’adozione della tecnologia anche nell’ambito dell’informazione e della comunicazione, per rispondere al meglio alle necessità delle persone. Poi c’è la piattaforma meccanica materiali che si rivolge a tutte quelle imprese che hanno problematiche di ricerca industriale, in vista di un miglioramento dell’efficienza e della produttività, e infine c’è la piattaforma scienze della vita che ha l’obiettivo di trasferire i risultati della ricerca scientifica avanzata verso una medicina personalizzata.

Tutto questo avviene ad Aster, dove ci sono 1600 impiegati, 500 ricercatori e 78 laboratori di ricerca che collaborano con la Rete Alta Tecnologia. Questi non sono solo numeri, queste sono persone che lavorano e si impegnano ad un progetto di ricerca che riguarda anche noi. E’ proprio così, la ricerca è la nostra vita quotidiana, la ritroviamo in tutto quello che facciamo. Oggi per strada, negli uffici, persino quando si va a fare la spesa c’è gente distratta dall’ultimo modello di tablet o smartphone che sta in un palmo di mano. Questa è tecnologia, ma anche ricerca. Come dimenticare la famosissima serie televisiva Star Trek, che ha  avuto inizio nel lontano 1966, ma che ancora oggi rimane uno dei più grandi successi cinematografici. Se vi ricordate bene, i personaggi e tutta la storia del telefilm, erano proiettati verso il futuro, c’erano navicelle, monitor, razzi, il tutto controllato da un telecomandino portato a mano. Oggi dove siamo arrivati con la tecnologia?  Cosa è cambiato da quel 1966 in cui Gene Roddenberry, ideatore di Star Trek, aveva immaginato di poter conquistare e controllare il futuro dal palmo di una mano? Oggi possiamo farlo davvero!

Quando nacqui io non era esattamente lo stesso periodo di “nascita” di Star Trek, ma quello delle figurine Panini si, eccome! Chi se le scorda le corse dall’edicolante più vicino per comprare l’ultimo pacchetto di figurine rimaste, andavano a ruba! Per noi bambini gli album Panini non erano solo il divertimento di qualche ora, era un modo di condividere la propria passione con gli amici, lo scambio delle figurine, la collezione degli album, sono tra i ricordi più belli che un ragazzo nato negli anni’80 porta con sé.  Oggi, a distanza di tutti questi anni e con impressi ancora nella mente quei momenti spensierati di bambina, conosco Luca Panini. Figlio del grande Franco Panini, fondatore della famosa azienda di figurine, mi racconta come sono cambiate le cose con l’avvento della tecnologia. L’azienda ha vissuto sicuramente un momento di crisi quando i bambini erano ormai più interessati a premere i tasti della playstation piuttosto che a perdere tempo ad attaccare immagini su di un album. La tecnologia stava prendendo il sopravvento e un buon imprenditore sa che non bisogna mai andare controcorrente, era arrivato il momento di considerare la tecnologia una forza alleata e che andava sfruttata nel miglior modo possibile.  L’azienda cambia rotta e si dirige verso l’editoria, fondando una nuova casa editrice : la Franco Cosimo Panini Editore.

Nell'ambito dei libri d'arte, il "cuore" della casa editrice, Franco Cosimo Panini lancia due ambiziosi progetti, entrambi di altissimo valore scientifico e culturale : da una parte la pubblicazione di edizioni in facsimile di preziosi codici miniati, iniziata con la realizzazione della celebre Bibbia di Borso d'Este, dall'altra la nascita della collana "Mirabilia Italiæ", la più completa ed esauriente serie di volumi mai realizzata sui principali monumenti del nostro Paese. Progetti editoriali che valgono alla casa editrice il Premio alla Cultura per l'anno 2002, conferito dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri.

Successivamente, da un'intuizione della sorella di Luca, Laura, nasce Comix, un giornale di umorismo e fumetti che lancia personaggi come Fabio Fazio, Luciana Littizzetto, Fabio De Luigi e Daniele Luttazzi. L'enorme successo del tabloid porta alla pubblicazione di una collana di libri umoristici e dell'omonima agenda scolastica.

Nel 1994 incomincia il fortunato sodalizio con Altan, con la pubblicazione delle storie di uno dei personaggi più amati dai piccolissimi : la Pimpa, personaggio fumettistico storico, che ha segnato l’infanzia dei bambini di ieri e di oggi e che diventa il fumetto del futuro. L’azienda Panini, grazie a questo fumetto e a vari prodotti dell’editoria per bambini e non, è presente ormai in tutte le case, in tutti i computer, in tutti i tablet, è nelle mani dei bambini, il nostro futuro.

Sono tutte storie queste che non rimandano solo il nostro pensiero al passato, alla nostra infanzia, ma che ci permettono di vedere con i nostri occhi i cambiamenti che le nostre vite hanno avuto grazie alla tecnologia e alla ricerca. Ci sembra quasi scontato poter viaggiare in treno ed avere con noi una marea di libri da leggere che in tutto pesano solo 330 grammi, ci sembra quasi normale guardare un film mentre siamo sotto una tenda di campeggio nel cocuzzolo più alto della montagna,  oppure correre sul tapis roulant e nel frattempo controllare tutte le email e gli appuntamenti della giornata. Assurdo! Questo avrei pensato un po’ di tempo fa se qualcuno mi avesse detto cosa avrei vissuto in questi anni! E invece oggi, qui dal CNR dell’Emilia Romagna, dopo aver visto e sentito storie di persone che lavorano per il nostro progresso, di giovani ricercatori che impiegano tutte le loro energie per un futuro migliore, di gente che ci crede nel progetto realizzato da Aster, io dico si. Avrei sicuramente pensato in un presente come questo e, anzi, credo fermamente che grazie a tutte queste persone, che lavorano ogni giorno per noi, possiamo credere in qualcosa di più. Oggi riesco ad immaginare il mio futuro migliore, perché finalmente ho conosciuto quella parte di Italia che funziona, che lavora sodo ogni giorno, non per scopi di lucro ma per portare alta la nostra identità nel mondo e renderci fieri di essere italiani. Non solo l’Italia del mare, del sole, degli spaghetti o della pizza, ma l’Italia che vale, l’Italia che c’è, l’Italia che è ricca di una risorsa inestimabile : i giovani ricercatori. Io sono giovane, non sono una ricercatrice, sono una blogger che ha avuto la fortuna di conoscere i protagonisti di Aster e che oggi, nel suo treno del ritorno, avrà con sé un enorme bagaglio in più. Quella valigia che sicuramente non svuoterà appena arrivata a casa, ma che sarà sempre lì, aperta, a ricordarle che il futuro può essere visto con occhi diversi.”

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